Ed eccomi quì, dopo quasi un anno…
RIENTRO DALLA NUOVA ZELANDA
L’ultimo mio post risale all’aprile del 2025 quando ero ancora in Cina, a combattere con la frizione che aveva deciso di mettermi i bastoni tra le ruote. Poi però, anche se con molte difficoltà, tutto si è risolto ed ho potuto proseguire il mio viaggio di rientro in Italia.
Dopo i 6.000 km in Cina, ho attraversato la Mongolia (2.000 km) e sono in entrato in Russia, nei pressi del lago Baikal. Il timore di entrare in quel Paese era alto, ma poi mi sono dovuto ricredere quasi subito, ho trovato gente estremamente cordiale e una ospitalità fuori dal comune. Tra la popolazione di guerra si parla davvero poco, non ne parlano neanche i telegiornali e alla fine sembra più un problema gestito dai palazzi del potere, a confronto con tutti gli altri Paesi del mondo. In Russia ho attraversato tutta la Transiberiana, da est a ovest, 6,000 km in undici giorni, fino al mio arrivo a Mosca, dove mi sono fermato un paio di giorni a fare il turista.
SENTIRSI A CASA IN EUROPA
Dopo sette mesi di viaggio sono rientrato in Europa dalla Lituania, per poi attraversare Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Germania e Austria, fino al mio arrivo al confine italiano del Brennero. Che emozione rientrare in Italia con la mia Vespa e con la consapevolezza di essere partito dal punto del mondo più lontano, più di così davvero non si può fare. Da Innsbruck preferisco fare la vecchia strada statale che porta al Brennero, rinunciando alla più veloce (e pericolosa) autostrada. In effetti, non avrei potuto fare una scelta più azzeccata, sono praticamente solo, tra piccoli aglomerati di case, bar e ristoranti in parte dismessi e un ruscello che costeggia la strada. Salgo verso il passo, in terza, la mia piccola Vespa procede con fierezza, quasi a rendersi conto di cosa di grande sta per terminare.
La luce del sole si riflette sul ruscello, mi godo il momento, ascolto il motore e penso al deserto del Nullarbor in Australia, alla montagna del Bromo in Indonesia, alle strade assurde del Laos e alla Transiberiana in Russia. Tutti fotogrammi e spezzoni di un film che sta prendendo sempre più forma dentro di me, con la consapevolezza che mi accompagnerà per tutta la vita.
ITALIA
Sul Passo del Brennero mi fermo per pranzare, c’è il sole, mi siedo ad un tavolo all’aperto e ordino un hamburger con papatine fritte. E’ momento di bilanci e gratificazioni, non riesco a non pensare continuamente a quello che ho fatto e a immaginarmi che tra due giorni la mia vita tornerà “normale”, ovvero quella di tanti, casa, lavoro, familiari e amici. Sono contento ma ho anche un certo timore, “Riuscirò a riadattarmi a uno stile di vita così?”, non voglio preoccuparmi, affronterò le cose man mano che mi si presenteranno davanti.
MI fermo la notte a Bressanone, domani mattina devo tassativamente fare la revisione alla Vespa, che è scaduta da mesi. Dopo quasi otto mesi, alla sera, steso a letto, decido di guardare un telegiornale a caso, non ricordo di quale canale. Lo guardo: Malgoverno Meloni, violenza sulle donne, guerre…, non è cambiato niente dall’ultimo telegiorale visto otto mesi prima. Da quel giorno ho deciso che non avrei mai più guardato intenzionalmente un telegiornale, cosa che a distanza di quasi un anno, confermo di aver rispettato quel buon proposito.
Faccio la revisione, anche se avevo sottovalutato la rigidità degli Alto Atesini che contestavano l’affidabilità della mia Vespa, incuranti del fatto che si era fatta quasi 40.000 km, in 16 Stati. Ottengo la revisione solo dopo aver ceduto al cambio dell’ammortizzatore posteriore e di entrambi gli pneumatici.
Riparto e prima dell’arrivo al Bay Watch del Lago di Santa Croce, decido di fare anche il Passo Giau, ambito passo frequentato da molti motociclisti. La Vespa carbura molto male, faccio fatica a salire e prima della vetta sono costretto a fare retromarcia, direzione Cordina d’Ampezzo. Eh no, non possiamo finire così, capisco se siamo nel mezzo di una foresta in Indonesia, ma quì davvero no. Mi fermo, faccio il pieno alla Vespa, travasando la benzina che ho nella tanica di scorta, faccio inversione di marcia e ritento la risalita. Su, su e su, sempre in seconda a giri abbastanza elevati, c’è la neve, comincia a borbottare ma tiene, su, ancora su, fino alla cima. C’e l’abbiamo fatta, adesso si lo possiamo dire “tutta discesa fino all’arrivo!”.
RITORNO ALLA VITA “NORMALE”
Sabato 7 giugno 2025 sono arrivato, come sognato fin dall’inizio del mio viaggio, con ritrovo al Bay Watch, del lago di Santa Croce, in provincia di Belluno. Bellissimo ritrovare a 5 km dall’arrivo tutti gli amici del Vespa Club Conegliano e quelli del Vespa Club Alpago, con loro ho percorso quegli ultimi 5 di 38.500 km, ridendo, scherzando, suonando il clackson e raccontando aneddoti. E’ stata una grande festa e una altrettanto grande emozione quando ho messo la freccia a destra, imboccando la piccola discesa che separa il Bay Watch dalla via principale.
All’arrivo c’erano tantissimi amici, non ricordo neanche quanti, ma tanti. Ovunque mi girassi vedevo volti conosciuti, sorridenti e quasi increduli per la mia impresa. Ho cercato di dare spazio e attenzioni a tutti, anche se sicuramente non sono riuscito nel mio intento. C’era Fabiola, i miei figli, mia mamma, mia sorella con i suoi figli, Astrid e poi tutti i miei amici, quei volti a me cari che per quasi 8 mesi mi sono mancati nella mia quotidianità.
Arriva la sera, man mano le persone tornano a casa, ma noi rimaniamo lì, fino a tardi, con pochi amici, davanti a uno spritz e a un toast a raccontarcela, a raccontare di quel viaggio appena finito ma che rimarrà sempre vivo nei miei ricordi.
FELICEMENTE FOLLE
Passano pochi giorni e riprendo in mano il mio libro, iniziato a scrivere proprio il primo giorno di viaggio, mentre volavo in Nuova Zelanda e praticamente terminato in Russia, quando in un giorno piovoso, nel pieno attraversamento della Transiberiana Russa, mi sono sentito ispirato ed ho trovato il titolo giusto “Felicemente Folle”.
In realtà il testo si era tutto scritto non una parola con AI, neanche una idea, un suggrimento, una correzione. C’era però molto lavoro da fare per renderlo pubblicabile e in questo Fabiola mi ha dato un aiuto che definirei determinante per dare al libro una impronta decisamente più professionale da un lato e piacevole ed efficace per i lettori dall’altro. Sono sue alcune idee che rendono “Felicemente Folle” estremamente originale e unico nel suo genere:
– I chilometri percorsi al posto dei numeri di pagina. Così, quando leggi della Thailandia, non sei a pagina 165, ma magari sei al chilometro 17.500 o giù di lì
– All’inizio di ogni capitolo una cartina manoscritta indica per ogni Nazione il percorso di massima e le tappe principali
– Spesso a fando pagina ci sono delle note e dei commenti, sono il viaggio, così come vissuto da Fabiola da casa o nelle sue tre trasferte fatte in Australia, Indonesia e Mongolia.
Passa l’estate e a settembre il libro è pronto per la pubblicazione. Così come esce è perfetto, non un errore, nessuna correzione da fare, semplicemente il risultato del racconto di un viaggio unico e incredibile.
LAVORO
Dopo tre giorni dal mio rientro ho iniziato a lavorare a Treviso, presso l’azienda con la quale ho fatto il colloquio volando dal Laos a New York e rientrando in meno di cinque giorni. Il lavoro è totalizzante, mi impegna molto, sia fisicamente (è in presenza) che mentalmente, ma per fortuna è anche fonte di molte gratificazioni, prima di tutto professionali.
Adesso è il momento di lavorare e lo faccio con il massimo impegno e passione. Poi, ogni tanto, mi lascio andare ai miei pensieri e ai miei sogni, immaginando nuove mete e nuovi incontri. Vivo bene il mio presente e immagino il mio futuro, coerentemente con le scelte fatte ormai qualche anno fa.
Ci risentiamo presto per immaginare nuove avventure, nel frattempo non perderti tutti i video che ho creato e che trovi a questo link
IL MIO MANTRA
…e l’inizio del mio libro… acquistabile quì
“Do valore alla cosa più preziosa che possiedo, il mio tempo, come se ogni giorno fosse l’ultimo “
PER CHI MI VUOLE SEGUIRE E SUPPORTARE
Per seguirmi in tempo reale durante il mio viaggio
Grazie di cuore

















