Diario di viaggio di ritorno dal Ghana al Marocco

Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 983 Senegal

Diario di viaggio di ritorno dal Ghana al Marocco

SE IL BUON GIORNO SI VEDE DAL MATTINO…

Partenza per il viaggio di ritorno moto difficile.
Il primo giorno, dopo 120 km, cede l’ammortizzatore posteriore, ci può stare, era ancora quello sostituito in India 25.000 km fa.
Sono fermo bordo strada, un motociclista si ferma e si offre di aiutarmi. Smontiamo l’ammortizzatore, gli do dei soldi (30 euro) e lui parte alla ricerca di uno nuovo, impresa ardua in quanto in Ghana oggi è festa.
Fa caldo, nelle tre ore successive comincio a pensare che il Ghanese forse si sta bevendo una birra con i miei soldi. Si fermano almeno in 10 offrendomi il loro aiuto, tutti mi tranquillizzano, “vedrai che arriva”.
Finalmente lo vedo arrivare, mi sento un po’ a disagio nell’aver dubitato della sua buona fede. Ha trovato un ammortizzatore scassato, nient’altro. Lo montiamo e finalmente dopo quattro ore posso ripartire. La Vespa va veramente male, decido quindi di raggiungere Accra a 20 km e fermarmi per la notte, rimandando a domani la ricerca di un ammortizzatore nuovo.

Sono le 8.00 e sono già davanti al rivenditore Piaggio che però di Vespe non ne sa niente 😳😳😳. Mi porta in una zona dove ci sono solo officine, lì c’è uno che invece di Vespe ne sa molto a quanto pare.
Dopo due ore la Vespa è a posto con un ammortizzatore sostituito sempre con uno usato, che però pare andare molto meglio.

Riparto e dopo due ore nuovo cedimento dell’ammortizzatore, non vi dico il mio stato d’animo.
Sono nel mezzo del nulla, è mezzogiorno e ci sono 36 gradi. Chiamo il meccanico del mattino, per fortuna mi ero fatto dare il numero. Lo convinco a fatica a farmi mandare qualcuno con un nuovo ammortizzatore, anzi, gli dico di portarne due, uno lo terrò di scorta.
Passano le ore, nel frattempo cerco un meccanico, ne trovo uno con una officina fatiscente come non ne ho mia visto prima, neanche in Asia. Lui dice che qualcosa per farmi ripartire fa…, lo tengo come back up position, sia mai.
Anche per ingannare il tempo e per portarmi avanti, inizio a smontare la Vespa, alle 16.30 arriva il meccanico con due ammortizzatori, uno del mio modello ma sempre usato e non nuovo ed uno di una Vespa PK 50 che non andrà mai su. No comment 😳😳😳.
Dobbiamo sbrigarci, alle 18.00 fa buio. Non si può montare l’ammortizzatore da sotto perché si è rotto nell’attacco superiore, dobbiamo smontare tutto: bagagli, sella, serbatoio, portapacchi posteriore.
Lo shock absorber è crepato in più punti e forse, avendo ceduto, permette all’ammortizzatore di muoversi eccessivamente in varie direzioni causandone la rottura…, potrebbe essere.
Sostituiamo anche il pezzo in gomma incriminato, ma l’ammortizzatore è troppo lungo 😳😳😳. Da un fabbro, produttore di cancelli, che è davanti a noi, il meccanico taglia la parte superiore in tre parti, elimina un centimetro e risalda le altre due. “Non terrà mai” penso io, sono come in una giostra a catene che mi sballotta da tutte le parti, tra l’arrabbiatura, lo sconforto e l’autocontrollo che cerco di mantenere perché è l’unica cosa che davvero posso fare.

Sono le 18.00, abbiamo finito e rimontato tutto, il meccanico è super soddisfatto del lavoro svolto, io per niente, mi rivedo già con l’ammortizzatore rotto tra 20 km.
Troviamo un accordo economico, a denti stretti… È il terzo ammortizzatore che pago da ieri.

Ho mal di testa, parto, è buio, Cape Coast dista solo 40 km, cerco di evitare le buche ed i salti, ognuna x me è una mazzata, ma guidare senza luce, con le auto in senso inverso che viaggiano sempre con gli abbaglianti, non è facile.
Il posto dove voglio dormire, lo stesso dell’andata, mi ha rifiutato la prenotazione, provo ad andarci lo stesso. Prima mi fermo a prendere dell’acqua, entro ed esco dalla bottega, mi ricordo che non ho soldi, li ho dati tutti al meccanico.
Arrivo a Cape Coast, vado alla Baobab Guest House, faccio finta di niente e mi danno un letto… 6,5€, bene.
Vado all’ATM per prelevare, non funziona, ne provo un altro, ok per fortuna ce l’ho fatta, sono ricco.
Sono le 20.00, mi siedo finalmente a mangiare qualcosa, anche se non ho fame e sono stanco. Faccio una doccia e alle 21.00 sto già dormendo.
Adesso sino le 2.00 del mattino, il mio frullatore è già al lavoro e penso a domani, anzi ad oggi. Spero solo che l’ammortizzatore regga fino ad Abidjan in Costa d’Avorio dove forse uno nuovo, o quantomeno uno senza saldature riesco a trovarlo.
Sono 400 km che però non riuscirò a fare in un giorno, devo andare piano, la strada è brutta ed in mezzo ho il confine Ghana – Costa d’Avorio che se tutto va bene richiederà almeno due ore di tempo.
Se dovesse cedere nuovamente l’ammortizzatore prima di arrivare ad Abidjan, che dire, cercherò un nuovo meccanico che sappia saldare e metterci l’ennesima pezza.

Come si diceva da noi tempo fa?
ANDRÀ TUTTO BENE 😏

Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 893 Vespa service Accra Ghana
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 908 Vespa service Accra Ghana
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 916 Vespa service Accra Ghana
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 921 Vespa service Accra Ghana

GUINEA E I DESERTI

Rieccomi dopo due settimane dalla partenza da Abor in Ghana, punto di arrivo e di ripartenza del mio progetto VESPUP FOR AFRICA, a supporto della missione IN MY FATHER’S HOUSE.

L’inizio del viaggio di rientro è stato movimentato, a causa della doppia rottura dell’ammortizzatore posteriore, in realtà la seconda rottura è stata dovuta ad una riparazione che potrei definire un pochino maldestra ed avventata.
In ogni caso, come ormai ho capito che avviene sempre nei momenti difficili, è arrivato un angelo custode, in questo caso africano, si chiama Anani. Alla seconda rottura, si è fatto due ore e mezza di Vespa per venire a ripararmi l’ammortizzatore, due ore di riparazione on the road e poi altre due ore e mezzo di rientro ad Accra, un mito.
Mi si sono raddrizzati i capelli quando lo ho visto tagliare in tre parti il supporto superiore dell’ammortizzatore e saldare le due estremità, unendole tra loro, utilizzando la saldatrice di un fabbricatore di cancelli, anche lui on the road.
Lui, con molta tranquillità mi ha detto “con questo arriverai in Italia” 😳.

Da allora sono passati 4.000 km, tutto il Ghana, Costa d’Avorio, Guinea, Senegal, fino all’ingresso in Mauritania e tutto al momento procede senza ulteriori intoppi.

Impegnativa come all’andata, la Guinea, con le sue strade assurde, off road e sconnesse per centinaia di chilometri.
Cinque giorni dove la povertà è ai massimi livelli, quando trovi da dormire spesso l’acqua corrente non c’è e la doccia la fai con secchio e cestello, idem per la corrente, presente poche ore al giorno, dall’imbrunire fino a tarda notte.
In Guinea ho collezionato due cadute, per fortuna senza.conseguenze serie ne per me ne per la Vespa e due forature, sempre al pneumatico posteriore.

Gli ultimi giorni tra Dakar e Saint Louis sono stati decisamente più rilassanti, strade belle, mare e sole a Dakar, oltre a una buonissima pizza.
Ho anche trovato un ammortizzatore di ricambio, giusto per averlo 😏.

Da domani iniziano i 5/6 giorni più impegnativi per l’attraversamento dei deserti di Mauritania e Sahara per un totale di 1.800 km.
Purtroppo le previsioni danno sempre vento da NE per circa 15 nodi, quindi vuol dire che lo avrò sempre contro/laterale. Ho anche valutato di rimandare l’attraversamento di qualche giorno, ma le previsioni sono così almeno per tutta la settimana quindi non ha senso aspettare.
Viaggerò alla velocità massima di 60 km/h, probabilmente 50 km/h, domani provo i primi 250 km e vediamo come va.

Per attraversare il deserto della Mauritania, parto con 24 litri di benzina, rispetto ai 20 che avevo all’andata, questo perché con il vento contro la Vespa consuma molto di più.

Quando ho connessione mi sento e vedo in videoconferenza i bambini della missione. Hanno una capacità di creare un legame davvero importante e la separazione da loro alla partenza è stata emotivamente molto impegnativa.
So però che sono in buone mani, grazie a Padre Peppino, ai volontari spagnoli presenti, a Chiara Caliceti, ad Andrea Foggia che arriverà in moto a fine mese, oltre al dentista/dottore Sergio Dus di Sacile ed i suoi due colleghi che partiranno per Abor il 10 febbraio (un grazie speciale va a loro per l’importante attrezzatura odontoiatrica che hanno donato alla missione).

On the Road poi, ogni giorno grandi incontri 🍀🍀🍀

Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 981 Senegal
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 1013 Mauritania desert
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 1014 Mauritania desert
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 1019

MAROCCO, TRA MARE E MONTAGNA

È proprio il momento giusto di scrivere un aggiornamento sul mio lungo viaggio di ritorno dal Ghana.

Attraversare i deserti è stato impegnativo, sempre con il vento contro, alla velocità massima di 60 km/h, ma con la grande fortuna di non avere la sabbia che si alzava.
Ricordo all’andata che entrava ovunque ed alla sera le scarpe ne erano piene. Per fortuna niente di tutto ciò, solo tanto vento, al punto che, quando è cessato, mi sembrava di avere una Vespa potentissima da 150 CV, …andava come un missile.

Poi è iniziato il freddo, fino a Sidi Ifni modesto, giusto i primi accenni. Le cose sono cambiate quando sono ripartito ed ho deciso di fare un percorso all’interno, per non rifare lo stesso della costa.
Piano piano mi vestivo sempre di più e il freddo si faceva sempre più incalzante. Gli ultimi due giorni -5 gradi la minima e +5 gradi la massima.
Per oggi le previsioni non erano buone e così ieri ho deciso di spingere, facendo 400 km ed attraversando le montagne a quota 2500 mt.
Alle 18.00 sono arrivato ad Azrou dove ho deciso di fermarmi, troppa stanchezza e troppo freddo, tanto il peggio era passato.

Ed invece stamattina la sorpresa, la neve. Alle 9.30 provo comunque a partire ma niente, appena uscito dal paese la strada è chiusa. Cerco un bar, impossibile trovarli riscaldati, mi fermo fino alle 11.00 e poi ritento.
Per fortuna hanno riaperto la strada, proseguo a passo d’uomo, c’è nebbia, il fondo è pessimo e non mi fido.
Dopo 30 km le cose finalmente migliorano, la neve cede il posto alla pioggia, che nei pressi di Meknes si fa più insistente, così decido di fermarmi aspettando che smetta.

È proprio da qui, in pausa, che scrivo questo post. Se va bene stasera arrivo finalmente a Tangeri, se continua a piovere ci arriverò domani.
Comunque entro domani sera passo in Spagna a Tarifa, dove mi fermerò un paio di giorni a riposarmi e, spero, a riscaldarmi.

In tutto questo all’interno del Marocco ho potuto vedere dei panorami mozzafiato e la Vespa sempre alla grande 🔝🔝🔝

Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 1058 street artist Marocco
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 1066 Marocco mountains
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 1072 Marocco mountains
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 1089 Marocco snow
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 1090 Marocco snow
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 1092 Marocco green

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