Diario di viaggio Marocco, Mauritania e Senegal

Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 327 Tan Tan Maroc

Diario di viaggio Marocco, Mauritania e Senegal

Ci sono voluti 58 anni per poter condividere una stanza di ostello con quattro belle ragazze, una svizzera, una austriaca, una tedesca e una canadese… super!
Un saluto a Tarifa in Spagna e poi, via in traghetto, destinazione Africa, con motociclisti francesi con tanto di cesto in vimini…super!
E poi via fino a Rabat, capitale del Marocco… super!
La Vespa dorme nell’atrio dell’ostello, al sicuro e anch’io, in una stanza di soli maschi!

Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 254 Tarifa friends
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 252 Wild House Tarifa Spain
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 250 Wild House Tarifa Spain
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 251 Wild House Tarifa Spain

Bikers, incontri d’eccezione

Ieri 400 km nel deserto del Sahara, tempo bellissimo, più di 30 gradi e la luce del sole in un celo terso come raramente si vede.
La strada è deserta e io corro, piano, immerso nei miei pensieri, mi accorgo all’ultimo momento dei due ciclisti “accampati” sul lato destro della strada, mi fermo e torno indietro.
Lei è Ursula, lui… eh niente, i nomi dei maschietti non riesco a memorizzarli. Sono svizzeri, di Lucerna, sono partiti in bici ad inizio settembre di quest’anno ed arriveranno a Dakar a febbraio del prossimo anno.
Mi offrono un caffè, in bici hanno la moka italiana da 6 🔝🔝🔝
Parliamo dei viaggi e di questo mondo sempre più difficile dove ci vorrebbe poco per vivere in pace e sereni. Facciamo delle foto, scherziamo, Ursula sale sulla Vespa, è felice come una bambina alle giostre.

Oggi ancora 570 km nel deserto del Sahara, con il vento contro e la sabbia che penetra ovunque. Le macchine sono sempre di meno, anche i camion, tutto è più rarefatto, sento che mi sto avvicinando alla Mauritania.
In fondo vedo un puntino, man mano sempre più grande, è una bici, è da solo, lo supero e mi fermo ad aspettarlo. Lui è di Casablanca e sta andando verso sud, poi forse prenderà una nave per il Brasile.
C’è subito feeling, 10 brevi minuti ma intensi per condividere emozioni, modi di essere, di pensare, gioie.
Poi la scoperta, sopra la borsa sinistra anteriore un cucciolo di cane, lo ha raccolto per strada, era abbandonato, lo terrà fino a quando riuscirà a trovargli una sistemazione sicura… Incredibile!.

Ed infine Renato, un 68enne romano partito ad aprile, non ho capito se di quest’anno o dello scorso e che ha girato moltissimo, ma non ho capito esattamente dove. Con la sua bicicletta lo ho trovato neld eserto della Mauritania, pieno di energia ed entusiasmo ha giurato che finchè le forze glielo permetteranno continuerà a pedalare. Vuole arrivare a Dakar e poi ritornare anche indietro, un grande!

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Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 403 crossing Mauritanian desert

Deserto del Sahara e della Mauritania

Sono le 18.00, sto viaggiando ininterrottamente da 10 ore nel Sahara occidentale, 570 km alla velocità media di 65 km/h e alla massima a 75 km/h.
Da 200 km un forte vento laterale rende impegnativa la guida, la sabbia si solleva e per 30 cm da terra forma uno strato compatto che rende quasi invisibile quella piccola lingua d’asfalto…, sento che penetra ovunque. Mi mancano 60 km per arrivare a Bir Gandouz, vicino al confine con la Mauritania.
Nel “middle of nowhere” passo un distributore, il primo dopo 150 km, ma proseguo, ho benzina sufficente per arrivare a destinazione, non posso perdere tempo perché è già troppo tardi e sta per fare buio. Poco più avanti devo girare a sinistra, strano, cambio idea e torno al distributore. Faccio il pieno ed il ragazzo mi dice che il confine non è a sinistra, ma dritto a 89 km. Non c’è niente dopo, mi indica un piccolo edificio vicino al distributore, l’unico, “dormi li questa notte e riparti domani mattina, la dogana adesso è chiusa e non è sicuro viaggiare di sera”.
Penso “per fortuna che sono tornato indietro, chissà dove sarei andato a finire girando a sinistra”.

Sono le 8.00 e sono già pronto per partire, sento i vestiti ancora pieni. di sabbia, ne tolgo anche un bel po’ dalle scarpe, la Vespa ne ha ovunque. Dopo un’ora e mezzo di “nulla” arrivo al confine. Esco dal Marocco abbastanza velocemente e percorro uno o due km di strada non asfaltata nella terra di nessuno, fino ad arrivare al confine della Mauritania che si presenta ai miei occhi come un piccolo agglomerato di edifici bassi racchiusi all’interno di un fortino. All’ingresso due o tre persone mi chiedono il passaporto, non mi fido, capisco che è gente che vuole spillarmi dei soldi…, però c’è anche della Polizia. Metto la prima e proseguo, all’interno stessa storia, uno con un gilet catarifrangente con scritto “ASSISTANCE” mi offre aiuto ma non accetto. Entro nel primo ufficio dove vedo qualcuno, mi mandano in un altro ed inizia la trafila.
Nel frattempo dei ragazzi più volte mi avvicinano offrendomi di cambiare valuta o di vendermi la SIM ma per il momento non mi interessa niente, il mio obiettivo principale è passare il confine.
Faccio il permesso per la Vespa (10€), mentre aspetto ogni due minuti esco a controllarla perché non la ho a vista d’occhio.
Mi mandano a fare il visto in un posto dove ci sono solo persone “non ufficiali” che mi avvicinano come avvoltoi, esco senza fare niente e mi dirigo verso l’uscita dalla piazza, penso “se provo a passare il confine qualcuno mi fermerà e mi dirà dove devo realmente andare”. Infatti la Polizia mi rimanda indietro al vero ufficio visti, è chiuso. Aspetto un’ora e finalmente arriva il funzionario, faccio il visto (55€) e mi dirigo finalmente verso l’uscita.
La Polizia mi rimanda ancora indietro all’ufficio dogana, entro, controllano i documenti e mettono un timbro sul passaporto.
Ritento, ce l’ho fatta, sono in Mauritania!!!
Cerco l’ufficio per assicurare la Vespa (9€ per tre giorni), cambio un po’ di soldi (pochi perché non mi fido del tasso di cambio) ed acquisto questa benedetta SIM che poi ho visto essere usata, con soli 2gb promo offerti dal gestore, va beh.

Faccio 44 km per raggiungere Nouadhibou, punto obbligato di sosta per la traversata di domani, quasi 500 km in un giorno, senza distributori, da fare tutti d’un fiato.
La città è molto fatiscente, solo le strade principali sono asfaltate, c’è molta povertà e le auto circolanti sono le più distrutte che abbia mai visto prima, neanche da paragonare a quelle indiane o pakistane.
Do priorità alla benzina, con i soldi che ho riesco a fare il pieno e prendere altri 5 litri che metto in una tanica di olio di recupero. Per fortuna conosco un francese in camper che mi da altri tre litri che pago a lui in euro.
Arrivo a sera con la dotazione per il viaggio di 20 litri di benzina, 3 banane, 1 caco, 1,5 litri d’acqua e con in tasca l’equivalente di due euro in valuta locale. Passo la notte nella cellula camperizzata di un pickup, sono pronto per la mia traversata di domani.

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Dalla Mauritania al Senegal – Diama

Sono a Nouakchott in Mauritania e devo prepararmi per l’ingresso in Senegal. Ieri ho riposato perchè i 500 km di deserto mi hanno sfiancato.

Fin da quando ho iniziato a studiare questo viaggio ho sempre sentito parlare della dogana di Rosso, tra Mauritania e Senegal, come una tra le più difficili al mondo in quanto di fatto controllata da faccendieri che ne gestiscono i loro traffici. Negli ultimi giorni mi sono documentato molto nei gruppi FB ai quali sono iscritto ed in effetti da più parti mi hanno confermato la situazione. Chi ci è passato di recente pare abbia dovuto fare trattative estenuanti, con soste in dogana per 10/12 ore, per poi cedere per sfinimento, andando a pagare somme che oscillano tra gli 80 e i 200 € a persona per poter passare.

Una alternativa però c’è, ovvero quella di abbandonare la strada per Rosso (delineata in rosso nella cartina), per prendere una strada alternativa (delineata in verde) per entrare in Senegal dalla dogana di Diama che pare essere molto più tranquilla. L’unico problema è che questa deviazione di 80 km ne prevede 50 di una lunga strada sterrata all’interno del Parco Naturale di Diawling. Su questa strada ho letto di tutto, difficile da percorrere, ancora di più con una Vespa.
Ieri ho deciso di tentare la via di Diama, voglia di sottomettermi al confine di Rosso proprio non ne ho.

Arrivo al fatidico incrocio Rosso – Diama, mi fermo a riposarmi, fa caldo (32 gradi) ma si sta bene, mangio del riso che mi sono portato via dalla mattina e bevo abbondantemente.
Riparto, lasciando la strada principale e svoltando a destra direzione Diama. I primi 30 km sono di una bella strada asfaltata ma deserta, mi sembra di andare incontro all’incertezza… La mia grande paura è la sabbia soffice, due sere prima mi sono piantato in centro città in una stradina dove ce ne erano meno di 10 cm.
Arrivo in un minuscolo villaggio, svoltando ancora a destra si va a Diama, ecco che inizia lo sterrato…, adesso si fa sul serio.
Proseguo, penso alle moto da enduro, invidiandone le doti fuoristradistiche, la strada è sterrata ma bella…
Cominciano rettilinei lunghissimi, entro nel parco naturale, la strada sempre buona, meglio di quanto mi aspettassi e di quanto mi avevano descritto. Viaggio bene costantemente in terza, quasi al minimo ma in terza.
Non c’è anima viva, nessuno mi supera e non incrocio nessuno. dopo 15 km un minuscolo villaggio con poche persone, mi fermo per due scatti e proseguo, penso che sarebbe buona cosa evitare di forare proprio in questo tratto.
Sempre più all’interno del parco, a sinistra vegetazione folta, a destra acqua, quasi paludosa.
Comincio a vedere dei cinghiali, mi attraversano la strada a gruppi, faccio attenzione che non sbuchino fuori all’ultimo momento. A un certo punto uno, alla mia destra, come farebbe un cane che vede passare una moto, accenna un tentativo di inseguimento…, scalo seconda ed accelero al massimo, con un travaso di sangue interno che mi invade.
Eh no, non devo proprio bucare adesso… mica posso mettermi a cambiare la gomma con i cinghiali che mi girano attorno.
A sinistra la strada è migliore, ma c’è la vegetazione folta ed ho il timore che mi sbuchi fuori un cinghiale per non dire altro. Meglio stare a destra, anche se c’è l’acqua e sia mai che ci siano anche i coccodrilli, che per fortuna non ho visto.
Percorro i 50 km in un paio d’ore, arrivo sudatissimo e stanco per tutto tranne che per la strada che era niente in confronto di quello che ho passato in Pakistan e in Nepal, vedo in fondo il confine, finalmente!

In dogana (Mauritania) entro al primo controllo e il funzionario è in branda, ha la febbre e mi chiede se ho dei medicinali. Gli do il passaporto e mette il timbro senza neanche guardarlo.
Vado in dogana, anche qui il doganiere è in branda, lui proprio dorme (non è una dogana molto trafficata). Lo sveglio, si alza, apre l’ufficio e mi timbra l’uscita della Vespa.
Poi dalla Polizia, quì non c’è nessuno, aspetto 10 minuti ed il poliziotto arriva con altri due ed un’anguria, due timbri, me ne offrono una fetta che accetto di buon grado e via, verso il Senegal.
In Senegal tutto ancora più veloce, in 10 minuti e sono dentro.

30 km e sono a Saint Louis, definita la New Orleans del Senegal, domani giornata da turista.

Bene, molto bene, grazie alla mia Vespa che mi ha portato in mezzo ai cinghiali ed ai coccodrilli, dove molte moto da enduro non hanno osato, grazie davvero!

Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 418 road to Diama border from Mauritania to Senegal
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 419 road to Diama border from Mauritania to Senegal
Vespup for Africa Gianluca Pellegrinelli 420 road to Diama border from Mauritania to Senegal
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PER GLI AMANTI DEI NUMERI
Km percorsi: 8.000 circa di cui 80 in autostrada
Velocità: 79 km/h la massima e 47 km/h la media
Consumi: 32,6 km/l
Differenze rilevazioni: Contachilometri 8.131 km – Navigatore GPS 7822 km (scostamento del 4%)
Costi: 1.899 € in 40 giorni pari a 47,50 € al giorno incluso:

-370 € circa di benzina

-468 € per traghetti, visti, assicurazioni e SIM

-1061 € per vitto e alloggio + varie, pari a 26 € circa al giorno

 

PER CHI MI VUOLE SEGUIRE E SUPPORTARE
Per fare una (mi fate davvero un grande regalo, qualsiasi importo – come azienda avete anche la detrazione fiscale)
Per (facendo questo secondo viaggio ho capito ancora di più il valore di quello che ho scritto)
Per seguirmi in tempo reale durante il mio viaggio

Grazie di cuore

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