Diario di viaggio Marocco, Mauritania e Senegal
Ci sono voluti 58 anni per poter condividere una stanza di ostello con quattro belle ragazze, una svizzera, una austriaca, una tedesca e una canadese… super!
Un saluto a Tarifa in Spagna e poi, via in traghetto, destinazione Africa, con motociclisti francesi con tanto di cesto in vimini…super!
E poi via fino a Rabat, capitale del Marocco… super!
La Vespa dorme nell’atrio dell’ostello, al sicuro e anch’io, in una stanza di soli maschi!
Bikers, incontri d’eccezione
Ieri 400 km nel deserto del Sahara, tempo bellissimo, piรน di 30 gradi e la luce del sole in un celo terso come raramente si vede.
La strada รจ deserta e io corro, piano, immerso nei miei pensieri, mi accorgo all’ultimo momento dei due ciclisti “accampati” sul lato destro della strada, mi fermo e torno indietro.
Lei รจ Ursula, lui… eh niente, i nomi dei maschietti non riesco a memorizzarli. Sono svizzeri, di Lucerna, sono partiti in bici ad inizio settembre di quest’anno ed arriveranno a Dakar a febbraio del prossimo anno.
Mi offrono un caffรจ, in bici hanno la moka italiana da 6 🔝🔝🔝
Parliamo dei viaggi e di questo mondo sempre piรน difficile dove ci vorrebbe poco per vivere in pace e sereni. Facciamo delle foto, scherziamo, Ursula sale sulla Vespa, รจ felice come una bambina alle giostre.
Oggi ancora 570 km nel deserto del Sahara, con il vento contro e la sabbia che penetra ovunque. Le macchine sono sempre di meno, anche i camion, tutto รจ piรน rarefatto, sento che mi sto avvicinando alla Mauritania.
In fondo vedo un puntino, man mano sempre piรน grande, รจ una bici, รจ da solo, lo supero e mi fermo ad aspettarlo. Lui รจ di Casablanca e sta andando verso sud, poi forse prenderร una nave per il Brasile.
C’รจ subito feeling, 10 brevi minuti ma intensi per condividere emozioni, modi di essere, di pensare, gioie.
Poi la scoperta, sopra la borsa sinistra anteriore un cucciolo di cane, lo ha raccolto per strada, era abbandonato, lo terrร fino a quando riuscirร a trovargli una sistemazione sicura… Incredibile!.
Ed infine Renato, un 68enne romano partito ad aprile, non ho capito se di quest’anno o dello scorso e che ha girato moltissimo, ma non ho capito esattamente dove. Con la sua bicicletta lo ho trovato neld eserto della Mauritania, pieno di energia ed entusiasmo ha giurato che finchรจ le forze glielo permetteranno continuerร a pedalare. Vuole arrivare a Dakar e poi ritornare anche indietro, un grande!
Deserto del Sahara e della Mauritania
Sono le 18.00, sto viaggiando ininterrottamente da 10 ore nel Sahara occidentale, 570 km alla velocitร media di 65 km/h e alla massima a 75 km/h.
Da 200 km un forte vento laterale rende impegnativa la guida, la sabbia si solleva e per 30 cm da terra forma uno strato compatto che rende quasi invisibile quella piccola lingua d’asfalto…, sento che penetra ovunque. Mi mancano 60 km per arrivare a Bir Gandouz, vicino al confine con la Mauritania.
Nel “middle of nowhere” passo un distributore, il primo dopo 150 km, ma proseguo, ho benzina sufficente per arrivare a destinazione, non posso perdere tempo perchรฉ รจ giร troppo tardi e sta per fare buio. Poco piรน avanti devo girare a sinistra, strano, cambio idea e torno al distributore. Faccio il pieno ed il ragazzo mi dice che il confine non รจ a sinistra, ma dritto a 89 km. Non c’รจ niente dopo, mi indica un piccolo edificio vicino al distributore, l’unico, “dormi li questa notte e riparti domani mattina, la dogana adesso รจ chiusa e non รจ sicuro viaggiare di sera”.
Penso “per fortuna che sono tornato indietro, chissร dove sarei andato a finire girando a sinistra”.
Sono le 8.00 e sono giร pronto per partire, sento i vestiti ancora pieni. di sabbia, ne tolgo anche un bel po’ dalle scarpe, la Vespa ne ha ovunque. Dopo un’ora e mezzo di “nulla” arrivo al confine. Esco dal Marocco abbastanza velocemente e percorro uno o due km di strada non asfaltata nella terra di nessuno, fino ad arrivare al confine della Mauritania che si presenta ai miei occhi come un piccolo agglomerato di edifici bassi racchiusi all’interno di un fortino. All’ingresso due o tre persone mi chiedono il passaporto, non mi fido, capisco che รจ gente che vuole spillarmi dei soldi…, perรฒ c’รจ anche della Polizia. Metto la prima e proseguo, all’interno stessa storia, uno con un gilet catarifrangente con scritto “ASSISTANCE” mi offre aiuto ma non accetto. Entro nel primo ufficio dove vedo qualcuno, mi mandano in un altro ed inizia la trafila.
Nel frattempo dei ragazzi piรน volte mi avvicinano offrendomi di cambiare valuta o di vendermi la SIM ma per il momento non mi interessa niente, il mio obiettivo principale รจ passare il confine.
Faccio il permesso per la Vespa (10โฌ), mentre aspetto ogni due minuti esco a controllarla perchรฉ non la ho a vista d’occhio.
Mi mandano a fare il visto in un posto dove ci sono solo persone “non ufficiali” che mi avvicinano come avvoltoi, esco senza fare niente e mi dirigo verso l’uscita dalla piazza, penso “se provo a passare il confine qualcuno mi fermerร e mi dirร dove devo realmente andare”. Infatti la Polizia mi rimanda indietro al vero ufficio visti, รจ chiuso. Aspetto un’ora e finalmente arriva il funzionario, faccio il visto (55โฌ) e mi dirigo finalmente verso l’uscita.
La Polizia mi rimanda ancora indietro all’ufficio dogana, entro, controllano i documenti e mettono un timbro sul passaporto.
Ritento, ce l’ho fatta, sono in Mauritania!!!
Cerco l’ufficio per assicurare la Vespa (9โฌ per tre giorni), cambio un po’ di soldi (pochi perchรฉ non mi fido del tasso di cambio) ed acquisto questa benedetta SIM che poi ho visto essere usata, con soli 2gb promo offerti dal gestore, va beh.
Faccio 44 km per raggiungere Nouadhibou, punto obbligato di sosta per la traversata di domani, quasi 500 km in un giorno, senza distributori, da fare tutti d’un fiato.
La cittร รจ molto fatiscente, solo le strade principali sono asfaltate, c’รจ molta povertร e le auto circolanti sono le piรน distrutte che abbia mai visto prima, neanche da paragonare a quelle indiane o pakistane.
Do prioritร alla benzina, con i soldi che ho riesco a fare il pieno e prendere altri 5 litri che metto in una tanica di olio di recupero. Per fortuna conosco un francese in camper che mi da altri tre litri che pago a lui in euro.
Arrivo a sera con la dotazione per il viaggio di 20 litri di benzina, 3 banane, 1 caco, 1,5 litri d’acqua e con in tasca l’equivalente di due euro in valuta locale. Passo la notte nella cellula camperizzata di un pickup, sono pronto per la mia traversata di domani.
Dalla Mauritania al Senegal – Diama
Sono a Nouakchott in Mauritania e devo prepararmi per l’ingresso in Senegal. Ieri ho riposato perchรจ i 500 km di deserto mi hanno sfiancato.
Fin da quando ho iniziato a studiare questo viaggio ho sempre sentito parlare della dogana di Rosso, tra Mauritania e Senegal, come una tra le piรน difficili al mondo in quanto di fatto controllata da faccendieri che ne gestiscono i loro traffici. Negli ultimi giorni mi sono documentato molto nei gruppi FB ai quali sono iscritto ed in effetti da piรน parti mi hanno confermato la situazione. Chi ci รจ passato di recente pare abbia dovuto fare trattative estenuanti, con soste in dogana per 10/12 ore, per poi cedere per sfinimento, andando a pagare somme che oscillano tra gli 80 e i 200 โฌ a persona per poter passare.
Una alternativa perรฒ c’รจ, ovvero quella di abbandonare la strada per Rosso (delineata in rosso nella cartina), per prendere una strada alternativa (delineata in verde) per entrare in Senegal dalla dogana di Diama che pare essere molto piรน tranquilla. L’unico problema รจ che questa deviazione di 80 km ne prevede 50 di una lunga strada sterrata all’interno del Parco Naturale di Diawling. Su questa strada ho letto di tutto, difficile da percorrere, ancora di piรน con una Vespa.
Ieri ho deciso di tentare la via di Diama, voglia di sottomettermi al confine di Rosso proprio non ne ho.
Arrivo al fatidico incrocio Rosso – Diama, mi fermo a riposarmi, fa caldo (32 gradi) ma si sta bene, mangio del riso che mi sono portato via dalla mattina e bevo abbondantemente.
Riparto, lasciando la strada principale e svoltando a destra direzione Diama. I primi 30 km sono di una bella strada asfaltata ma deserta, mi sembra di andare incontro all’incertezza… La mia grande paura รจ la sabbia soffice, due sere prima mi sono piantato in centro cittร in una stradina dove ce ne erano meno di 10 cm.
Arrivo in un minuscolo villaggio, svoltando ancora a destra si va a Diama, ecco che inizia lo sterrato…, adesso si fa sul serio.
Proseguo, penso alle moto da enduro, invidiandone le doti fuoristradistiche, la strada รจ sterrata ma bella…
Cominciano rettilinei lunghissimi, entro nel parco naturale, la strada sempre buona, meglio di quanto mi aspettassi e di quanto mi avevano descritto. Viaggio bene costantemente in terza, quasi al minimo ma in terza.
Non c’รจ anima viva, nessuno mi supera e non incrocio nessuno. dopo 15 km un minuscolo villaggio con poche persone, mi fermo per due scatti e proseguo, penso che sarebbe buona cosa evitare di forare proprio in questo tratto.
Sempre piรน all’interno del parco, a sinistra vegetazione folta, a destra acqua, quasi paludosa.
Comincio a vedere dei cinghiali, mi attraversano la strada a gruppi, faccio attenzione che non sbuchino fuori all’ultimo momento. A un certo punto uno, alla mia destra, come farebbe un cane che vede passare una moto, accenna un tentativo di inseguimento…, scalo seconda ed accelero al massimo, con un travaso di sangue interno che mi invade.
Eh no, non devo proprio bucare adesso… mica posso mettermi a cambiare la gomma con i cinghiali che mi girano attorno.
A sinistra la strada รจ migliore, ma c’รจ la vegetazione folta ed ho il timore che mi sbuchi fuori un cinghiale per non dire altro. Meglio stare a destra, anche se c’รจ l’acqua e sia mai che ci siano anche i coccodrilli, che per fortuna non ho visto.
Percorro i 50 km in un paio d’ore, arrivo sudatissimo e stanco per tutto tranne che per la strada che era niente in confronto di quello che ho passato in Pakistan e in Nepal, vedo in fondo il confine, finalmente!
In dogana (Mauritania) entro al primo controllo e il funzionario รจ in branda, ha la febbre e mi chiede se ho dei medicinali. Gli do il passaporto e mette il timbro senza neanche guardarlo.
Vado in dogana, anche qui il doganiere รจ in branda, lui proprio dorme (non รจ una dogana molto trafficata). Lo sveglio, si alza, apre l’ufficio e mi timbra l’uscita della Vespa.
Poi dalla Polizia, quรฌ non c’รจ nessuno, aspetto 10 minuti ed il poliziotto arriva con altri due ed un’anguria, due timbri, me ne offrono una fetta che accetto di buon grado e via, verso il Senegal.
In Senegal tutto ancora piรน veloce, in 10 minuti e sono dentro.
30 km e sono a Saint Louis, definita la New Orleans del Senegal, domani giornata da turista.
Bene, molto bene, grazie alla mia Vespa che mi ha portato in mezzo ai cinghiali ed ai coccodrilli, dove molte moto da enduro non hanno osato, grazie davvero!
PER GLI AMANTI DEI NUMERI
Km percorsi: 8.000 circa di cui 80 in autostrada
Velocitร : 79 km/h la massima e 47 km/h la media
Consumi: 32,6 km/l
Differenze rilevazioni: Contachilometri 8.131 km – Navigatore GPS 7822 km (scostamento del 4%)
Costi: 1.899 โฌ in 40 giorni pari a 47,50 โฌ al giorno incluso:
-370 โฌ circa di benzina
-468 โฌ per traghetti, visti, assicurazioni e SIM
-1061 โฌ per vitto e alloggio + varie, pari a 26 โฌ circa al giorno
PER CHI MI VUOLE SEGUIRE E SUPPORTARE
Per fare una (mi fate davvero un grande regalo, qualsiasi importo – come azienda avete anche la detrazione fiscale)
Per (facendo questo secondo viaggio ho capito ancora di piรน il valore di quello che ho scritto)
Per seguirmi in tempo reale durante il mio viaggio
Grazie di cuore






















